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Intervista al Presidente di Associazione Futuro Pierluigi Bancale

I: Pierluigi Bancale presidente dell’Associazione Futuro un altro un altro progetto, Tre Step, che avete deciso di promuovere sovvenzionare perché

B: Abbiamo deciso di partecipare a questo progetto devo dire anche con un certo entusiasmo perché ci sembra perfettamente coerente agli obiettivi che ci siamo dati quando è nata Futuro quindi l’obiettivo è quello di evitare l’esclusione sociale dare opportunita a persone che diciamo hanno meno fortuna di noi questo progetto si pone esattamente l’obiettivo di migliorare la qualità della vita degli ospiti della Caritas

I: Migliorare la qualità della vita e cercare di renderli tra virgolette più autonomi in c’è il più possibile

B: Assolutamente uno dei problemi che mi sono stati a suo tempo divulgati sugli ospiti della Caritas è proprio quello di imparare a comunicare a manifestare meglio sentimenti e relazioni e devo dire che lo trovo entusiasmante come progetto

Intervista alla docente del progetto Silvia Gozzi

I: Silvia Gozzi la docente che si occupa di questo progetto che si chiama TRE STEP in cosa consiste

S: Questo progetto TRE STEP consiste nel portare approcci di comunicazione aumentativa alternativa all’interno della Spa Caritas in quanto appunto la comunicazione aumentativa alternativa è sempre in divenire erano già stati fatti progetti in passato già dal 2000 e poi dopo pian piano è sempre stata una cosa in itinere quindi si modifica tutto quest’anno vogliamo provare appunto con questo progetto molto ambizioso ma secondo me e porterà grandi grandi frutti

I: Quanti ospiti sono coinvolti inizialmente e poi come si svolgerà?

S: Inizialmente sono stati coinvolti due ospiti per di tre gruppi diversi quindi due ospiti del magellano due ospiti dell’ulisse e due aspetti del gruppo napoleone e ovvio che il progetto sarà si parte da un osservazione ovviamente individuale dell’utente all’interno del gruppo e si andrà a mano a mano costruire insieme agli operatori perché sono un punto fondamentale perché bisogna costruire proprio un lavoro di rete e sembra ben pianino a costruire un progetto individualizzato ma all’interno del gruppo quindi generalizzarla all’interno del gruppo questo un po l’obiettivo principale quindi inizialmente avremo sei utenti coinvolti ma in realtà si estende ovviamente a tutti e tra i gruppi poi pian piano insomma se fine del percorso e si vedrà se riuscire ad estenderlo anche agli altri gruppi della Caritas